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Dec 30, 2011
1 Comment2011 anno Esaurito.
Non voglio fare il solito discorsetto. Cioè lo farò ma a metà. Ricorderò solo le cose accadute in questo 2011 senza stare a fare i soliti progetti o obiettivi da raggiungere nel 2012.
Senza voler lasciare fuori nessuno, questo è stato decisamente l’anno degli Esauriti. Ci siamo conosciuti nel 2010 ma è in questo anno che tutto è diventato più forte facendoci sentire tutti una famiglia. Ci siamo visti a sprazzi e in più occasioni, senza essere legati morbosamente al largo Donegani. Ed è questo forse lo spirito più giusto. La Radio come scusa per qualcosa di più grande. Ho conosciuto persone magnifiche, sono entrato nella loro vita e loro vivono quotidianamente nella mia. Qualcosa che non avrei mai immaginato che solo chi la vive in prima persona può capire. Esserci visti a marzo e poi con altri a giugno e poi ancora a dicembre e sentirsi vicino anche a centinaia di km di distanza. Parlare del Capitano via sms, riconoscerci nelle registrazioni e nel pbm, ma che anno è stato cazzo!?! Io li chiamo periodi del cemento. Tutto diventa più stabile e duraturo come la consapevolezza che una storia finisce lasciandoti un po’ di amaro in bocca condito da dolci ricordi. È stato l’anno in cui a lavoro sono accaduti molti cambiamenti; l’anno del ponte di ferragosto rilassante; l’anno in cui gli amici hanno confermato il loro saper essere essenziali nel colmare dei vuoti che sembravano incolmabili. È stato l’anno della caduta, si spera per sempre di Berlusconi; l’anno in cui ho scritto pochissimo il libro; l’anno in cui sono stato a tre bei concerti e pochissimo in discoteca. Ho smesso di fumare e di dare la colpa alle allergie per le mie bronchiti croniche. È stato un anno in cui il vino è ottimo ma i prezzi della frutta e degli ortaggi è a minimi da sempre. È stato l’anno di un’altra bella certificazione GlobalGap e l’anno dei 40.000 km con la mia Alfa. Il 2011 è stato un anno in cui mi sono venute molto idee che cercherò di sviluppare nel 2012. È stato un anno in cui sono stato troppo poco con mio fratello e in cui non ho mai messo piede fuori dall’Italia. È stato un altro anno senza a dare a New York. L’anno peggiore per quanto riguarda le nuove opportunità di lavoro e il numero dei colloqui sostenuti. Forse per maturità, o per rassegnazione, non ho cercato tanto il successo con le donne e questo non si è fatto neanche tanto vedere. Doveva essere l’anno della svolta e questa non è avvenuta. Fra i miei migliori anni ci sono il 2000, il 2003, il 2006 e il 2009. In pratica ogni 3 anni mi tocca e questo…
Spero solo di curare come si deve la pubalgia e che il numero di matrimoni a cui partecipare resti fermo a 3. Spero anche che il mio non sia nel 2015 per non rompere la tradizione del mio anno migliore ogni 3 anni…
Auguro tutti tante belle cose ricordando che la felicità è la cosa che tutti rincorriamo senza sapere, spesso, di averla lì affianco a noi.
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Oct 06, 2011
No CommentsDicono di me.
Non si conoscono ancora le motivazioni ufficiali che hanno indotto un gruppo di ricercatori, provenienti da tutto il mondo, ad unirsi per studiare e dare una definizione alla vita e al comportamento di Amaranthus. Si pensa che tutto sia iniziato grazie al social network più famoso al mondo, Facebook. Ma al momento non è stata ancora indetta una conferenza stampa dai ricercatori, quindi è solo una notizia non ufficiale.
La cosa certa è che i ricercatori hanno creato un progetto intitolato “Amaranthus unisce il mondo” e da qui sono iniziate le ricerche e gli approfondimenti.
Amaranthus a sua insaputa è stato spiato e intercettato, diventando così la cavia di molti esperimenti. Si può paragonare ad un topo da laboratorio, su cui si fanno prove e da cui se ne evince il comportamento a seguito di questi esperimenti. Voglio precisare che non è uno dei topi che hanno invaso il locale di Domenico, in quanto hanno perso la vita in seguito ad un mangime velenoso e di cui, sappiamo, non è ancora stato trovato nessun feretro.
Tornando a noi, col passare degli anni i ricercatori hanno fatto in modo di far incontrare a Amaranthus molte persone (sempre ai fini della ricerca). Partendo dalle amicizie di diversa età, città, ceto sociale e cultura, verso cui Amaranthus ha avuto comportamenti e sentimenti diversi a seconda della simpatia e delle affinità. Alcuni sono diventati amici e altri semplici conoscenti; la selezione è naturale e si basa su valori specifici quali la simpatia, l’onestà, la grandezza d’animo, l’intelligenza, la comprensione, la bellezza e la forte stima…(modestamente ho descritto me e i miei amici, nonché i suoi…aaaaaaaa pazzaaaaa!!!!). Ci sono quelli che sono rimasti, quelli che si sono allontanati e quelli per cui è variato uno degli elementi fondamentali sopra descritti. Con gli amici Amaranthus è simpatico, comprensivo, brontolone e parla di tutto ciò che succede nella sua vita (e con “tutto” intendo ogni minima cosa!!!), cerca sempre di proporre nuove cose da fare, ha sempre argomenti di discussione tra i più svariati, addirittura in pochi minuti si può passare dalla crisi economica alle porno situazioni. Insomma dalla ricerca è chiaro che con lui non ci si annoia mai ed è una persona di cui ci si può fidare sempre ed è unico come pochi.
Ma veniamo all’aspetto che più ha incuriosito gli studiosi:le vicende sentimentali. Come è stato fatto per gli amici, i ricercatori hanno fatto incontrare a Amaranthus delle ragazze. La prima storia è durata molti anni, ed è stata importante per Amaranthus, poi è finita; e da qui comincia una fase, che gli studiosi chiamano, della psicopatia. Si susseguono donne e storie diverse, alcune donne non lo considerano, altre si. E la lista delle donne non adatte a lui è lunga (o corta a seconda dei punti di vista!), ma il dato interessante è che la maggior parte di loro sono accomunate dal fatto di essere psicopatiche; ora non sto qui ad elencare i motivi per cui sono state classificate così (vedi allegato A…ah no! l’articolo è stato cancellato a causa di una delle sue ex…). Ad oggi è sicuro che Amaranthus non ha ancora incontrato la sua anima gemella, quindi una donna non affetta da psicopatia. Però un dato fondamentale ai fini della ricerca è la sincerità nei rapporti e il suo essere vero e rispettoso sempre.
Comunque ogni volta che Amaranthus vede una donna di suo gradimento dice Sbreeeeeemmmm! E’ inutile spiegarne in significato, ma per chi non lo capisce, stiamo parlando di accoppiamento. E con i suoi modi di dire Amaranthus è inconfondibile.
Gli studi, inoltre, hanno dimostrato la sua propensione allo studio e la sua spiccata intelligenza. Si è diplomato, laureato e conseguito un master sempre con ottimi voti. Questo gli ha permesso di fare esperienza lavorative, fino ad arrivare al suo lavoro attuale che svolge con serietà e professionalità (anche se spesso gli vogliono far fare il ragioniere!!). Cerca sempre di far valere le sue idee e si fa rispettare da capo e colleghi.
Ha un dono, quello della scrittura. Ciò è documentato dal suo blog e dalle note che scrive su Facebook sulla sua pagina Amaranthus world. Ma non ha ancora sfruttato a pieno le sue potenzialità, in quanto ha tutte le carte in regola per poter scrivere un buon libro (ma su questo, sappiamo, ci sta lavorando).
Quindi, dopo attenti studi e approfondite ricerche si è giunti ad una definizione di Amaranthus.
I tre aggettivi fondamentali sono: vero, unico e inconfondibile. E da come si evince dalle ricerche, il suo essere forte, propositivo, degno di stima e di fiducia portano alla seguente definizione: MASCHIO DOMINANTE.
D’ora in poi, il mondo saprà che maschio dominate significa Amaranthus.
La ricerca è stata inoltrata alle case editrici delle migliori enciclopedie, chiedendo dunque di aggiungere la suddetta definizione.
Per iniziare a far conoscere al mondo questa scoperta, gli studiosi hanno deciso di creare qualcosa che la sponsorizzi. (vedi allegato B, pacco regalo).
Dato che non fa altro che vantarsi delle sue “doti”, ecco un souvenir molto particolare direttamente dalla torre più famosa d’Italia…la torre di Pisa. (vedi allegato C, pacco regalo)
Sapendo anche che ogni martedì, gioca a calcetto con i suoi amici maschi, (mentre le amiche donne mangiano pizza a tradimento!!!beh ognuno è libero di scegliere il proprio sport!!!;-) ecco un qualcosa che potrebbe essere utile, e che richiama la sua squadra del cuore: l’Inter. (vedi allegato D, pacco regalo)
E in onore del maschio dominante, non avendo a disposizione una donna con cui fare Sbreeeem! Eccoti questa sorpresa (vedi allegato E, un attimo che arriva…!!).
AUGURIIIIIIIII!!!
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Oct 06, 2011
No CommentsThink different.
Devo ammettere che io sono molto normale e spesso mi fermo a pensare alle cose più improbabili quando faccio qualcosa. Stamattina stavo ponderando se prendere gli antibiotici o meno e il pensiero mi è andato subito a quel pezzo di pane su cui la muffa diede il la per scoprire la penicillina; e lo stesso dicasi quando vedo i boccioni di olio di colza e penso che il signor Diesel abbia creato i motori che portano il suo nome partendo dagli oli vegetali. Poi si vide che un derivato del petrolio aveva lo stesso effetto in quei tipi di motori e tutto cambiò. E potrei continuare a fare gli esempi più banali. Penso a Meucci che se non fosse per la moglie sorda non avrebbe inventato il telefono, al signor Bic di cui non è chiaro il passaggio dalla produzione di penne a quella delle lamette; penso a colui che ha inventato la cucitrice e di cui si son perse le tracce, ai fratelli Lumìere che intuirono la necessità di passare da un immagine fissa ad una animata e subito penso al porno che dà la spinta allo sviluppo di ogni cosa (si pensi ai primi film girati che erano porno, a internet i cui siti porno sono sempre in vetta con i numeri dei naviganti, etc); guardo la scrivania su cui scrivo e immagino l’albero da cui veniva il legno, l’operaio che lo ha sradicato, colui che ha curato il legno, lo ha tagliato e lo ha assemblato a scrivania. E lo stesso meccanismo lo faccio per gli aerei e gli spilli. Ambedue fatti di ferro ma così complicati i primi e così semplici ma utili i secondi. Ogni uomo nel suo piccolo dà il contributo a tutto ciò che ci circonda. Succede che una mela cadde sulla testa di Newton il quale si chiese il perché e teorizzò sulla forza gravitazionale. Ad una mela è legato il mito del peccato originale, una mela è il simbolo del primo gruppo dell’acciaio al mondo e una mela morsicata è il simbolo nato per caso dal garage di quel genio che 40 anni fa, mentre mangiava una mela dava vita ad una serie di innovazioni che avrebbero cambiato il mondo. Quel ragazzo che a 16 anni andò a pranzo con il titolare di una piccola azienda chiamata Texas Instruments al quale chiese di vendergli un processore per un esperimento. Quel processore era grosso come una cassetta di frutta, dopo un paio d’anni Steve Jobs lo fece diventare di pochi centimetri. Ora tutti stanno a idolatrare Jobs ma pochi sanno che era davvero uno stronzo. Steve Jobs era un bastardo, temuto, acido, scorbutico, scontroso. Come tutte le persone che se ne vanno non è giusto parlarne in questo modo ma io, a mio modo, lo stimo (e tremo a dover scrivere “stimavo”- non ci riesco) proprio per questo. Non si può essere buoni per avere successo e fare le cose così come si vuole. Se uno ha un’idea deve realizzarla così come l’aveva pensata. Certo può accettare dei consigli, delle idee ma non per questo deve stravolgere il tutto.
Lui era avanti, pensava alle cose che dovevano ancora essere create come se fossero già superate. Qualche settimana fa ho raccontato la sua storia ai miei colleghi che sono rimasti shockati. Nulla è per caso e tutto ha uno scopo. Con il Mac ha inventato l’interfaccia grafica e il mouse; ha abolito il floppy; ha cambiato il modo di ascoltare la musica e di vendere la musica; hai nventato così utili di cui no si aveva la necessità; ricordo ancora le serate intere a rivedere la presentazione dell’iPhone; quel tutto touch che solo 5 o 6 anni sembrava impensabile; adesso siamo al riconoscimento vocale spinto e all’iCloud; rido pensando a tutti quelli che, una volta acquistato un iPhone, sono entrati nella confusione più totale perché non entravano nell’ottica di iTunes e della condivisione di tutto fra pc, iPhone e iPad. Think different: un must a cui ispirarsi sempre. Ne parlavamo sabato sera con le amiche per riuscire a risolvere giochetti di logica.
Era un capo illustre. Nella mia mente militare sono del parere che i capi buoni sono quelli che si circondano anche di persone capaci. Mia nonna diceva che il pesce puzza dalla testa per dire che tutto ciò che viene fatto in un gruppo ha sempre un capo che ha dettato le regole. E lui questo era. Era un capo che dettava regole. Se volevi rispettarle eri con lui, se no eri fuori. Chissà cosa avrà pensato prima di lasciarci. Riconoscimento dell’iride? Immagini sparate sulla retina? Riconoscimento del pensiero? Integrazione uomo-macchina e intelligenza artificiale? E chi lo può sapere? Io so solo che mentre ieri sera ero a festeggiare il mio compleanno con tanti sorrisi e con il suo libro in mano, lui si spegneva per salire su in cielo. Se davvero ci fosse un paradiso, anche lì porterà un’ondata di innovazione. Ne sono certo.
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Oct 03, 2011
No CommentsFuggire.
Fu la parola che un giorno mi disse mio fratello gemello. Mi disse che anche io ero così ma io non ne ero convinto. Non ne sono convinto. Questo perchè la prendo come una tattica per risolvere alcune questioni che restano troppo in sospeso e che con la tecnica del fuggire, spesso si risolvono. Fugge chi deve evadere da una situazione, fugge la preda inseguita dal suo predaotre, fugge chi scappa davanti al pericolo e fugge anche chi cerca il pericolo fuggendo dalla routine. Fugge l’amante che deve nascondersi e il ladro per non farsi acchiappare. Fugge chi non ce la fa più e chi vuole smettere di dimostrare. Fugge chi ha dato tanto e chi non ha mai avuto niente. Fugge chi sa di non avere quel che vuole e spera di cercarlo altrove. Fugge chi è stanco di aspettare e non può fare altro che fuggire. Si illude che chi ha cercato comincerà a cercarle eppure fugge. Sa che questo non avverrà ma comincia a fuggire. Soffrirà quando i suoi silenzi saranno duri da mandare giù e quando si sentirà solo nel posto in cui è fuggito. Eppure fugge. Pondera se andare in posti che conosce già o in posto sconosciuti. Il fatto stesso di aver cominciato a fuggire lo fa stare meglio. E gli fa capire ciò che davvero vuole. Fugge perchè non ha altra via di scelta. Fugge perchè non vuole continuare a marcire nella certezza del suo errore e preferisce marcire nell’incertezza della sua missione. Fugge perchè la rabbia si trasforma in forza e l’energia in forza di volontà. Fugge perchè è nella sua intima natura di animale fuggire; non riesce a stare fermo ad aspettare. Fugge perchè quando sarà tornato dove era partito, avrà davvero capiro che cosa voleva.
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Sep 04, 2011
No CommentsAnnoiati a chi?
Quando vivo due giorni come questi, penso a quel comune denominatore che possa aver messo insieme gente così diversa fra loro. Eppure eravamo lì tutti più o meno conosciuti tramite web più il resto di contatti “normali”.
Agli occhi balzavano molte cose “diverse” dai nostri soliti matrimoni; ma la Calabria è bella anche per questo. Piccoli centri sparsi sulle montagna; contrade a non finire e cartelli stradali che non aiutavano molto ad orientarsi. Ci hanno accolto come se fossimo di famiglia e no, non ci siamo tiranti indietro neanche quando abbiamo fotografato il comò più interessante che abbia mai visto. Alternati fra loro, forse in base all’altezza o alla loro efficacia, c’erano statuette sante e medicine; le pareti erano ricche di immagini della madonna e fra queste la gigantografia del nonno di famiglia ormai defunto.
“Molto probabilmente non è questa la stanza di Juè, sarà di sua nonna”.
Nonna a cui, ahimè, ho dovuto applicare la tecnica dell’annuisci, di si e sorridi perchè non capivo di nuovo nulla. La lotta per cui aspettavi quel silenzio di pausa fra un problema di circolazione e una caduta con annessa frattura, per cercare di alzarti e scappare. Niente. Il nuovo amico conosciuto per l’occasione, mi ha persino fotografato. Un grande.
Appena entrati nella chiesa, in stile romanico ma costruita nel 1800!, un botto di benvenuto ha inaugurato le solite cazzate di un prete più spaventato di noi. Neanche lui sapeva che avrebbero comunque sparato il botto per celebrare la festa della Madonna del Pettoruso, parola di cui nessuno mi ha dato spiegazioni. Già per impararlo è stato un dramma: pettorusso, pettoinculo, o petorutto? Per fortuna il giro nella città di Lattarico ci ha stampato sul cervello la parola pettoruto. Ovunque le sue immagini appese alle porte, ai muri e affianco a frasi inneggianti la Santa si mescolavano all’odore del pesce fritto. Evidentemente a Lattarico è usanza cucinare il pesce il sabato.
Perdiamo inevitabilmente le frasi in cui “con il potere conseguitemi e bla bla bla vi dichiaro marito e moglie” e vabbè, che vuoi che sia. Potevamo rifarci andando a prendere l’ostia senza confessarci, ma abbiamo preferito fotografare confetti vestiti e i piedi scalzi di un uomo che in chiesa amava togliere i suoi mocassini.
Ristorante, tavolo di persone della stessa età; sorvoliamo sugli ultra mega polpacci delle calabresi e concentriamoci sul cibo. Tutto buono, si i si si! Diamo nobiltà a peperoni, zucchine e melanzane cucinata in maniera così egregia. E stu cazz d pesc’ ho tutt u cazz! Addirittura c’era l’opportunità del menù vegetariano. Ma quanto sono avanti Marco e Jessica.
Jessica che tutti chiamano Jessica ma che per noi è Juè; nome storpiato nelle varie sfumature di Juelato e altri termini che adesso non ricordo.
La sera ritrovo fra amici; quattro di quelli “normali” e io e Giuseppe di quelli via etere. Un agronomo, un contabile e sei del DAMS. Pensavo di aver frequentato una facoltà di pazzi ma mi sbagliavo. Ci hanno deliziato con le loro storie. Alla fine se avessi scelto un qualche corso che parlasse di tecniche del suono… hummm non mi sarei trovato male. E la tesi di Juè che è una delle più belle che abbia mai visto. Il paradosso dei paradossi: al DAMS fanno tesi di laurea su pubblicità, discipline visive, marketing e immagine. Ad agraria tesi assurde che non parlano di niente e lasciano i più a bocca asciutta quando leggono. Asocialità di mezz’ora; tesi letta e pubblicità del Macintosh del 1984. Le loro storie continuano a farci ridere. Dovevamo accertarci della sessualità delle due donzelle. Pensavamo fossero lesbiche, ci sbagliavamo. Eppure una delle due era identica a chi per un periodo mi deliziava con il suo modo di fare fuori dal comune, strano, estraneo ma coinvolgente; quegli occhi e quelle labbra così normali da sembrare finte; viso pulito e modi di fare lenti e sensuali. Ad un certo punto la domanda “vi state annoiando voi due?” “Annoiati a chi?” io avevo le lacrime e pagherei per poter vedere Marco all’esame di montaggio che gli viene chiesto come montava i film un regista e lui “esattamente con tecnica contraria di quella di un altro” che aveva studiato ben meglio. 30 e lode. E non aggiungo altro.
Passeggiata per Piane Crati (altro nome difficile da imparare e storpiato in pan carrè, pane e piazzi, piazze e cazzi, etc); oh, se andate in Calabria non vi illudete perchè di piccante non c’è niente. Non ho trovato una cazzo di salsiccia piccante! E quando ho fatto imbottire di cipolle il panino con la salsiccia dolce, neanche queste erano acri (dimenticando che proprio questa è la caratteristica della cipolla di quei posti). Ho gigioneggiato, fatto tardi, era bello parlare con loro. Marco è davvero una brava persona e sono felice per Juè. Se questo non è un buon motivo per conoscere gente su internet…
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Aug 29, 2011
2 CommentsNotte della taranta 2011.
Era da un po’ di anni che non andavo. E pensare che nel 2006 abbandonai definitivamente il mio cerchietto al naso in quanto avrei cominciato a lavorare presso una multinazionale. Quest’anno non avevo nulla da rottamare e ho subito capito di aver dimenticato il ricordo di ciò che si prova in questo evento.
Ero stanco morto prima di andarci, ma sapevo che avrei trovato la carica giusta.
Spazio enorme, gente allegra ma nulla di speciale; si fa un giro nella cittadina e l’aria diventa sempre più elettrica. Decido di fare il carico di energia che mi sarebbe servito a saltare. Si ritorna in piazza e l’atmosfera è davvero degna dell’evento.
Gente di tutte l’età, di tutti i ceti e di tutti i colori. Il punk a bestia, l’uomo con la camicia firmata, Converse e tacchi a spillo (anche se, obiettivamente il tacco a spillo…). Con la tamburella, ahimè giallo rossa, non riesco a stare fermo ma la mano destra è davvero in difficoltà, oltre a capire poi di sbagliare il tutto.
Qualche amico sbadiglia, ci sediamo un po’ a terra. Aveva ragione Barbara quando diceva di portarci delle tovaglie… Birra calda, birra fredda, panino, bella questa, ci si alza. Ma chi sono questi?
La taranta è sempre più musica dei popoli; un gruppo giapponese dava spettacolo con le percussioni; percussioni che prendevano un piega dance; sembrava di essere in una scena del film Matrix2. La dance veniva sostituita da trumenti popolari; cornamuse, violini e tamburelle. Uno spettacolo incredibile, un brivido unico. Adesso scrivo cosa potrebbe dire una di quelle che vende spille e collane fatte a mano: “cioè la musica che parte da lu Salentu, arriva in Giappone, converge nella dance e torna pizzica salentina; la musica come collante universale…” e bla bla bla. Ma il concetto è quello.
Ad un certo punto è un violino a catturare l’attenzione. Un uomo la cui bellezza è stata messa in evidenza da noi tutti, era indiavolato con il suo violino Mauro Durante. Erano tutti presi fino a quando, durante l’esibizione del secondo pezzo ha cominciato ad avere degli occhietti furtivi nei confronti della ballerina. Per non parlare delle occhiate con il maestro Ludovico Einaudi: non dava mai l’ok per chiudere il pezzo. Pazzeschi. Poi, per la gioia delle amiche, si è scoperto che il Mauro Durante è felicemente sposato. Posso quindi confidare nel mio desiderio. Con Domenico si era scommesso sul fatto che in futuro io avrei voluto una donna come la ballerina salentina e lui avrebbe voluto saper suonare come Mauro Durante. Visto che la ballerina non è la sua compagna, potrà essere un giorno mia. Domè tu suka perchè sarà difficile vederti suonare così bene. Ma mai dire mai…
Mentre l’altro Domenico dormiva su un muretto (suscitando teorie di alcool e droga nei passanti che non sapevano che il ragazzo era sveglio dalle 5.30 ed era andato a farsi il culo in campo fino alle 14) una coppia di poco più di ventenni era a sbaciucchiarsi davanti a noi. E daje i primi dieci minuti; quindici, trenta, un’ora. Però cazzo non puoi stare dopo un’ora a bacio a bacetto. E mettici una mano addosso, stringila forte, mordicchiale il collo. No, niente. Bacio e bacetto e viva l’amore. Altra lunga discussione con Ale sul disapprovare le mie parole. Non è che sono Rocco Siffredi ma il ragazzino non può accontarsi… Altro giro. Sud Sound System animano la folla e io chiedo un traduttore. Fondamentalmente odio il salento e i salentini fissati (“BENVENUTI IN SALENTO” dicevano i manifesti; OOOOOHOHOHHOH PUGLIA cazzo PUGLIA!!!) e per fortuna dopo loro hanno suonato Lari oh in chiave sirtaki. Bella bella bella. Si torna a casa. 2,5 km a piedi e strada libera. Presa per il culo di padre pio e lunga bollente notte con tanto di pressione sotto i piedi proprio come sta accadendo ora.
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Jul 01, 2011
No CommentsL’amore.
L’amore è sentirsi spogliati del proprio corpo.
L’amore è capire che niente è nessuno è più importante di lei.
L’amore è avere voglia di poter stare sempre con lei.
L’amore è fare di tutto per starle vicino.
L’amore è riuscire in qualcosa di cui non si sapeva di essere capaci.
L’amore è la forza nel poter cambiare le cose.
L’amore è speranza nel poter condividere quanto più tempo insieme nel presente e soprattutto nel futuro.
L’amore è trovare riferimenti alla persona amata in ogni cosa.
L’amore è sacrificio, dedizione e impegno.
L’amore è ascoltare, consigliare accettare la diversità.
L’amore è il punto sottile che congiunge spazio e tempo.
L’amore è immaginare una vita diversa.
L’amore è fiducia e speranza.
L’amore è la rappresentazione dell’ottimismo. Con un’altra persona posso farcela meglio.
L’amore è l’unione del proprio sangue in altro sangue per mantenere la specie.
L’amore è fermarsi a pensare e non stancarsi mai.
L’amore è mettere tutto da parte e vivere di solo amore.
L’amore può nascere dopo molti anni, dopo pochi giorni, dopo una frase e dopo uno squardo. Può finire in un istante, ma può anche durare in eterno.
L’amore è sentirsi diversi e amare le stesse cose.
L’amore ti fa amare cose che odi.
L’amore ti denuda davanti a chi ti ama.
E’ inutile cercare l’amore. E’ lui che trova noi.
L’amore è una meravigliosa creatura che nessuno saprebbe descrivere meglio di come lo ha vissuto.
L’amore non è la canzone che non abbiamo mai ascoltato ma è la musica che solo il nostro cuore sa ascoltare.
L’amore non è l’acqua che scorre nei fiumi o quella di cui sono fatte le nuvole. L’amore sono le gocce di pioggia che ti sfiorano il viso prima di toccare terra.
L’amore è solitudine fra tanti e compagnia quando si è soli.
L’amore sono i perchè a cui non si è ancora riusciti a dare risposta.
L’amore lega il cuore delle persone; queste possono cambiare ma il cuore è sempre lo stesso.
Il bello dell’amore è che non si può ricevere con la forza e lo si da’ solo per volontà.
L’amore non può essere giusto o sbagliato. L’amore è amore e basta.
L’amore è sguardi, parole, fruscii, sussuri, lacrime, sorrisi, pensieri, voglia e passione.
L’amore è un libro fatto di cartoline momentanee.
L’amore è un lenzuolo bianco di seta pulito che sorride al calore del sole.
L’amore è sempre vincente contro la ragione.
L’amore è vince anche contro l’illusione.
L’amore è la rogna degli statistici.
L’amore è tutto ciò per cui vale la pena vivere, sognare, andare avanti, superare le difficoltà, sorridere e godersi la vita.
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May 30, 2011
1 CommentLei.
Ammetto di esserci rimasto un po’ deluso, ma lei rimane sempre la migliore. Ognuno di noi ha i suoi momenti e lei sta avendo il suo. Non ci posso fare nulla se sto così bene quando la sento, quando mi dice che mi ama e quando sono insieme a lei. Sono passati troppi giorni senza vederci, ma l’amore è anche questo. Non si può soffrire per amore, ma si deve se ci si tiene davvero ad una persona. Non vedo l’ora di starle accanto, di guardarla negli occhi, di poter sentire la sua voce. Chi non ha mai sbagliato?° E perchè lei non può sbagliare. Passerà questo momento e io sarò contento di aver aspettato. E me ne fotto se anche questo sforzo sarà vano. Potrò dire di averci provato sempre e di non aver mai mollato. Non vedo l’ora di stringerla forte a me. La amo.
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Mar 24, 2011
No CommentsLei mi vede così. E ha pienamente ragione.
Non sono un latin lover, ma ne ho avute di storie. Alcune brevi, altre lunghe, una lunghissima. Pensavo che nella vita non avrei più avuto nuove sensazioni e invece mi sbagliavo.
Dopo due mesi in cui sono insieme ad una persona, ho avuto la conferma che questa davvero mi conosce fino in fondo. Mi ha messo nudo davanti a Lei. Non potrò mai prenderla in giro perchè ha capito come sono (ne ho voglia di farlo perchè non lo merita). Apro facebook e trovo questo suo messaggio. Mi ha gelato il cuore. Sono io e quasi non me ne ero accorto.“Se fosse un animale sarebbe un felino, forse un leone, oppure una pantera, ma anche un gatto a cui vogliono modificare la natura, un gatto costretto in un appartamento.
Con eleganza cammina per strada, con prontezza resta in piedi, con uno scatto passa da una situazione all’altra, da un mondo all’altro, senza difficoltà apparente.
Salirebbe sui tetti ogni notte di luna piena perché la sua sagoma sarebbe più visibile e più bella. Graffierebbe chiunque la volesse prendere in braccio.
Difenderebbe il suo territorio, questo senza alcun dubbio. Distruggerebbe le cose che gli appartengono piuttosto che dividerle con i nemici. Prenderebbe le cose dal suo punto di vista altezzoso e superiore.
Se fosse un gatto, sarebe nero (questo perché a me piacciono i gatti neri). Elegante, un po’ folle, irrascibli, perseguitato senza ledere la propria integrità morale. Sarebbe un “diverso”, perché è comunque un modo per distinguersi dalla massa.
In questo lui crede fermamente, e ci pensa sempre quando arrivano i momenti difficili, quando si mostrano le scelte, le decisioni,pensa ai contro e ai pro, agli interessi, agli benefici, ma poi arriva il cuore.
Lui è così, selvaggio ed emotivo. Ci sono cose che non riesce ad ordinare nonostante il proprio pragmatismo. E in quelle cose, quelle che vengono fuori dal cuore, ci crede, ci crede fermamente. Se gli toccassero gli ideali anche solo con una parola inesatta, s’infurierebbe. Senza un vero motivo apparente. In realtà gli toccano il cuore, nel vivo. Gli ideali, le aspirazioni, i sogni, per lui sono come sangue e carne. Gli piace riempirsi il cuore di belle emozioni, forti.!
E come un gatto è narcisista, non ama corteggiare. Ama essere corteggiato, ma per la sua essenza sfuggente, l’intelligenza o il modo di parlare.
E come una gatto è lunatico, volubile. Si annoia con facilità di ogni situazione di lunga durata, a meno che non ci sia uno stimolo nuovo… Sfoggia il suo profilo sinuoso, i suoi occhi azzurri incorniciati da tutte quel nero. I suoi occhi , profondi, intriganti. Nei suoi momenti si affilerà le unghie per afferrare bene ogni preda. Non ci sarà storia per nessuno, sarà il vincitrice indiscusso di ogni sfida. E allora ricomincerà a fare l’occhiolino ai passanti, perché intrigare è la sua prima arte. E ricomincerà a camminare a testa alta e a guardare il mondo in bianco e nero, romantico e sognante. E sarà solo perché avrà quello che cercava, e solo perché è una conquista e non un omaggio servito su un piatto d’argento….”Che spettacolo. Nessuno mai è riuscito a vedermi così bene. La amo più di qualunque cosa o persona a questo mondo.
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Nov 16, 2010
No CommentsLe dieci regole per tenersi una ragazza (o dieci motivi per mandarla, fate voi…)
E’ un post di tre anni fa che ho trovato sul mio vecchio pc.
Nell’ottobre del 2007 scrivevo tutto ciò:
“Regola o motivo n° 10: ascelle fetide; preferisco l’alito del mio cane e dunque ciaaaaaaaoooo;
Regola o motivo n° 9: negare la puzza dei propri piedi anche quando, allo sfilare delle scarpe, e nei momenti intimi, ti sembra di rivivere la pubblicità delle Geox;
Regola o motivo n° 8: uso di trucchi scadenti che ti lasciano aloni di colori vari su maglie, giacche, camicie e altro. Insopportabile l’uso di matite per gli occhi da 50 cent con la loro puzza e le loro mestruazioni di pezzi neri sul volto di chi ti sta baciando.
Regola o motivo n° 7: appicicarsi come una cozza allo scoglio. Libertà, libertà, libertà. Ma questo punto è molto variabile in base al livello di coinvolgimento della storia. Se stai con una topolona che non fa altro che dartela … ben venga l’appicicamento…
Regola o motivo n° 6: avere accanto una che si sente brutta. Non esistono le ragazze brutte, ma se ti senti uno scorfano, tienitelo per te. Io voglio vivere consapevole di stare insieme con una topolona.
Regola o motivo n° 5: obbligare ad andare ai vari Ikea, Ipercoop, Esselunga o qualsivoglia altro cazzo di noiosissimo centro commerciale bastardo aperto anche di domenica!
Regola o motivo n° 4: avere una che ti rompe con i tradimenti, spiandoti nel cellulare, nel portafoglio, etc. Ciccia, sei non sei sicura allora vai cagare o fatti un’esame di coscienza perchè evidentemente ti senti in difetto.
Regola o motivo n° 3: avere una che ti fa aspettare….. un mese? noooo, 15 giorni? nooooo, diciamo una settimana abbondante prima di dartela. Ma scusa, se mi facevo le seghe fino ad ora tanto vale che continuo a farmele e la domenica non vado in quel cazzo di centro commerciale!
Regola o motivo n° 2: mandare a cagare una che, con qualche chilo di troppo, ti rompe la palle che vuole dimagrire impedendoti di fare sbofolcate di cibo e rompendoti, nel solito negozio di abbigliamento del solito centro commerciale, con la fatidica domanda: “come mi sta?” e quella camicia che indossa ha gli spazi fra un bottone e l’altro che vorrebbero scioperare, tanto sono aperti e tu che non sai come risponderle perchè se sei sincero, è finita! se invece inventi una puttanata, potrebbe davvero invaghirsi di quella camicia e poi sono cazzi tuoi a portarti in giro una con la pancia che fuoriesce dalla camicia. Bleeeeeaaaahhhh.La regola numero 1, quella che non c’è storia nel non rispettarla, posso andare al centro commerciale, puoi attaccarti come una cozza, puoi rompermi col telefono (forse devo aumentare il numero di queste regole!), puoi usare trucchi scadenti (puoi farmi aspettare tutti i giorni i canonici 5 minuti accademici, di più vai a cagare!), puoi anche avere l’ascella puzzolente dopo il concerto dei Chemical brothers, ma…. se tu, tu che mi stai privando della mia libertà personale, tu che mi rompi a sentire nominare solo una delle mie amiche, che ti devo rendicontare del dove sono andato e che cosa ho fatto nel week end in cui tu eri da tuo nonno in Kazakistan, se tu quando, siamo a letto o in qualsiasi altro posto disponibile, non mi fai un ……..pompino, allora non c’è proprio storia e te ne devi andare!”
A quanto pare, a distanza di anni non è che siano cambiate molto le mie idee (vedi la mia penultima nota…)
Anche se pensavo in una regola numero uno diversa…
Ahahahahahahhahaa!


